
Luna in Gennaio, luna bianco neve,
freddo spettatore che sa qual è il suo destino,
e sempre nasce, cresce, e poi dilegua lieve:
conosce il padre tempo, conosce il suo assassino.
Luna in Febbraio, luna mascherata,
è il primo morto, che risorge e ride,
balla la danza della gran carnevalata
e come lei c’è chi da la vita e c’è chi la uccide.
Luna di Marzo, acqua primordiale,
da cui procede l’universo mondo,
vaso di Pandora del ciclo naturale,
coppa dello yin da bere fino in fondo.
Luna d’Aprile, nel segno del serpente,
occhio del cielo a un tempo chiaro e cupo,
tornerà il sole ad illuminar la mente,
ma intanto domina mannaro il lupo.
Luna di Maggio, luna come rosa,
donna delle donne pallide e sognanti,
il sole yang la vuole come sposa,
madre di sua figlia, amante degli amanti.
Luna di Giugno, che taglia come lama,
lacera l’abisso inconscio del passato,
grida una parola, come fosse Dio che chiama,
ma non è che un sussurro, in un sogno già scordato.
Luna di Luglio, calda come il sole:
l’aria che respiri sembra fumo d’oppio,
e non distingui ormai il buio dal chiarore,
così come confondi te stesso col tuo doppio.
Luna d’Agosto, arcano dei tarocchi,
la notte lentamente si prolunga e dura,
forse è smarrimento o inganno dei tuoi occhi,
e lo spirito in materia quasi trasfigura.
Luna di Settembre, mostraci il cammino
per ritrovar la forza, la rabbia con l’amore,
riascoltare il rapido accordo del violino
del trillo del demonio come battito del cuore.
Luna d’Ottobre, che plana come foglia,
acque che scorrono, di pioggia e di rimpianto,
con un senso d’attesa, incerte sulla soglia
tra il fiume e il mare, tra il silenzio e il canto.
Luna in Novembre, velata di foschia,
pensieri eterni di principio e fine,
e la terra si assopisce, ripete la magia
di sospendere la vita, un istante, sul confine.
Luna in Dicembre, luna dell’inverno,
passero e tigre, pesantezza lieve,
non sai se è il paradiso o se è l’inferno,
ma avanti, sempre avanti, verso il bianco della neve.
Dedicata a chi non ne può più di questo anno così strano, dedicata a chi fa dell’ambiguità il suo fascino, dedicata a chi come me crede nelle cose strane perché le ha viste, dedicata a tutti i vampiri, i demoni, i lupi mannari che ci siedono accanto e dedicata a chi, come me, ama Dylan Dog.